Il motore di stima
Prima di misurare qualcuno, conviene verificare che lo strumento ritrovi quello che gli si mette dentro. Qui i dati sono generati, i parametri veri sono noti, e si può controllare se il motore li recupera.
A cosa serve questa pagina
Si imposta una persona simulata muovendo i cursori: altezza del picco, tempo al picco, quota che non rientra. Il programma genera una rilevazione con rumore realistico, poi dimentica i valori veri e cerca di ricostruirli dai soli punti misurati.
La colonna di destra confronta quello che avevi impostato con quello che il motore ha stimato, con l'intervallo entro cui il valore si trova con probabilità del 95%.
Alza il rumore, o riduci i punti rilevati, e guarda l'intervallo allargarsi. È il comportamento che ci si aspetta da uno strumento onesto: quando sa meno, lo dichiara.
La prova di ripetibilità
Il pulsante in basso simula trenta persone misurate due volte ciascuna, e calcola quanto ciascun parametro è stabile nella stessa persona. È il primo cancello descritto nel protocollo, applicato qui a dati finti per mostrare come verrà applicato a quelli veri.
Che cosa questa pagina non è
Non è un risultato. I dati sono generati da una formula scelta per comodità, non ricavati da persone. Serve a mostrare il ragionamento e a discutere il metodo: la forma della curva, i parametri da estrarre, il modo di dichiarare l'incertezza sono tutte cose da rivedere insieme a chi conosce il fenomeno.