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La curva del bisogno Misurare la dinamica dell'astinenza nelle dipendenze

Proposta di ricerca, bozza aperta

Lo stato di bisogno ha una forma, e si può misurare

Nelle persone con dipendenza, il disagio dell'astinenza cresce, raggiunge un massimo e rientra. Non tutte rientrano allo stesso modo. Questo progetto propone di misurare quella curva invece di chiederne il racconto.

A B C ultimo consumo giorni dopo prezzo che la persona è disposta a pagare perché il disagio finisca

Tre sostanze diverse, la stessa forma di curva a scale diverse: è l'ipotesi che questo progetto vuole mettere alla prova, non un risultato.

Da dove nasce

Un comportamento si rafforza perché dà piacere, ma anche perché toglie un disagio. Il secondo processo — sto male, faccio qualcosa, sto meglio per un po' — è quello che tiene in piedi la dipendenza quando il piacere è finito da tempo.

È un meccanismo noto. Quello che non sappiamo misurare bene è la sua dinamica nel tempo: quanto rapidamente il bisogno sale, quanto in fretta rientra, e quanto di esso non rientra affatto.

La domanda, in una riga

Nelle persone con dipendenza, la dinamica del bisogno e del suo recupero è misurabile in modo ripetibile, e distingue chi ricade da chi tiene?

Non è la domanda su chi diventa dipendente e chi no. Quella richiede di osservare le persone prima della perdita di controllo, e qui non lo facciamo. Lo diciamo subito perché è il limite più importante del progetto.

Perché misurare invece di chiedere

I modelli che oggi funzionano meglio nel prevedere una ricaduta si basano su quello che la persona dichiara più volte al giorno. È un segnale forte, ma costoso da raccogliere: chiede a qualcuno di registrare ogni giorno come sta, proprio nei giorni in cui sta peggio.

Una misura strumentale non sostituisce quel racconto e non lo squalifica. Osserva un'altra cosa. Anzi: se le due misure si discostano, quel disaccordo è a sua volta un dato da studiare, non un errore da correggere.

Che cosa significa "misurare"

La parola va presa nel senso stretto. Come un ecografo non misura una diagnosi ma un tempo di ritorno e un'ampiezza d'eco, qui si distinguono tre livelli, e non vanno confusi:

  1. Il segnale registrato: una differenza di potenziale, un intervallo fra battiti, una concentrazione.
  2. La funzione stimata: quanto lentamente il sistema torna al punto di partenza. Ha un'unità di misura e un'incertezza.
  3. Il significato attribuito: quella funzione contribuisce alla vulnerabilità. Questo è il risultato da dimostrare, non il punto di partenza.

Gran parte del lavoro sta nel non saltare dal primo al terzo.

Che cosa non promette

Non è uno strumento diagnostico. Non dice a una persona se è dipendente, e non prevede la sua prossima ricaduta. Un valore fuori norma in una prova di laboratorio non descrive chi sei.

La ricaduta attesa, se il progetto funziona, è più modesta e più utile: una prova strumentale ripetibile che dica se una terapia sta davvero cambiando la dinamica del bisogno.