Cosa resta aperto
Le decisioni non ancora prese e le obiezioni che ci aspettiamo. Elencarle serve a discuterle, non a nasconderle.
Decisioni da prendere
- Quali sostanze per il secondo e il terzo percorso, e con quale ordine.
- Quale forma funzionale per la curva: quella usata nel simulatore è una scelta di comodo, non un modello del fenomeno.
- Come operativizzare il prezzo del sollievo in modo tollerabile per una persona in astinenza precoce.
- Quanti punti di misura, a quali intervalli, e per quanto tempo dopo l'ultimo consumo.
- Se includere un braccio biologico su colture, e con quale laboratorio.
- Quanto ampio debba essere il gruppo di esposti senza dipendenza per dare un intervallo di riferimento utile.
- Chi approva l'ingresso di nuovi collaboratori nell'area riservata.
Obiezioni che ci aspettiamo
«L'idea che i segnali dinamici precedano una transizione è stata contestata.» Vero, e la critica è recente e seria. Per questo l'impianto non poggia sui soli indicatori di instabilità statistica, ma su parametri di recupero definiti in modo deterministico, che sono meno controversi.
«Non è nuovo: le dinamiche si studiano già.» In parte è vero, e le rivendicazioni di assoluta novità vanno tolte. Esistono lavori che descrivono ritmi e ampiezze su grandi coorti. Quello che non risulta fatto è applicare parametri di risposta e recupero a una perturbazione con istante zero certo, in questa popolazione, verificandone prima la ripetibilità. La novità va dimostrata su una domanda precisa, non affermata.
«Misurare invece di chiedere è una posizione ideologica.» No, ed è bene non presentarla così. Chiedere a una persona come sta non è giudicarla. Le due misure osservano cose diverse, e il loro disaccordo è esso stesso interessante.
«Il campione è già dipendente: non potete dire nulla sulla vulnerabilità.» Corretto per la prima fase, e lo dichiariamo in apertura. La risposta non è aggirare l'obiezione ma accettarla: la domanda sulla vulnerabilità appartiene alla fase due, con il criterio di attivazione già scritto.
«L'intervallo al 95% significa che il valore sta lì col 95% di probabilità.» No, ed era un errore nostro, ora corretto. Un intervallo di confidenza non è un'affermazione di probabilità sul valore vero: descrive il comportamento della procedura su molte ripetizioni.
Il passo successivo
Prima di qualunque misura su persone: verificare il motore di stima su dati aperti già esistenti, e costruire il catalogo delle prove disponibili. Sono le due cose che si possono fare subito, senza autorizzazioni e senza spesa.