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La curva del bisogno Misurare la dinamica dell'astinenza nelle dipendenze

Come si misura

Prove brevi e ripetibili, non ricostruzione della storia personale. La persona esegue compiti; gli strumenti registrano.

Il principio

Il profilo emerge da prove di funzionamento, non da ciò che la persona ricorda o dichiara di sé. Della parte clinica si conserva solo quello che serve a leggere correttamente i segnali: farmaci, esposizioni recenti, condizioni mediche.

La valutazione clinica resta, ma fuori dal modello: serve come confronto esterno indipendente, non come ingrediente.

Il vantaggio di studiare persone già in trattamento

In un contesto di trattamento strutturato il tempo dall'ultimo consumo è noto e verificabile. C'è finalmente un istante zero certo, e la perturbazione l'ha già fornita la vita.

Ogni persona diventa il proprio controllo: si misura la stessa persona a tempi diversi, non persone diverse fra loro. Per il primo cancello, la ripetibilità intra-individuale, questo basta.

Non basta più appena si vuole dire che cosa sia alterato. Definire un intervallo di riferimento — cosa è tipico, cosa è fuori norma — richiede gruppi di confronto: persone esposte che non hanno perso il controllo, e controlli a bassa esposizione. Sono previsti nello studio trasversale.

Va però tenuta ferma una distinzione: un gruppo di controllo fornisce l'intervallo di riferimento, non dice nulla sulla vulnerabilità. Per quella serve osservare le persone prima, non confrontarle dopo. Se ne parla nella fase due.

Le prove

FunzioneProvaQuantità misurata
Prezzo del sollievoScelta fra attesa, sforzo e rinunciaCurva del prezzo in funzione delle ore dall'ultimo consumo
Risposta e recuperoStimoli ripetuti a intervalli variabiliAmpiezza, latenza, persistenza della risposta
Interruzione dell'azioneAvviare una risposta e fermarla al segnaleTempo di arresto stimato, errori
Aggiornamento della sceltaCambia quale azione porta la ricompensaProve necessarie per adattarsi
Recupero fisiologicoSollecitazione standardizzata e rientroDinamica di cuore, respiro, pupilla, conduttanza

Il sonno delle 48 ore precedenti entra come condizione misurata, non come test: la domanda è se, nella stessa persona, una variazione documentata del sonno cambi la prestazione e la capacità di rientrare.

I due cancelli, in ordine

  1. Ripetibilità. La curva è stabile nella stessa persona a distanza di settimane? Se no, si ferma tutto qui. Molte prove computerizzate producono numeri precisi ma instabili da un giorno all'altro: è un problema documentato, e va affrontato all'inizio e non alla fine.
  2. Valore aggiunto. I parametri anticipano l'esito a tre e sei mesi meglio delle informazioni già disponibili?

Nessuna ipotesi sul meccanismo viene messa alla prova prima che il primo cancello sia superato.

I percorsi

Tre percorsi paralleli, stesso protocollo, avviati in sequenza e non insieme.

  • Percorso A — alcol. Il primo, per una ragione pratica: esiste un marcatore ematico che documenta il consumo delle settimane precedenti senza doverlo chiedere. L'esito è verificabile.
  • Percorso B e C — altre sostanze. La scelta è aperta. Il trattamento sostitutivo offre tempi e aderenza documentati ma il farmaco maschera parte della dinamica; altre sostanze offrono un quadro più pulito ma esiti più difficili da verificare. È una delle decisioni che spettano al gruppo scientifico.

Quello che serve e non abbiamo

Questo è uno studio su persone in trattamento. Richiede un centro clinico, un comitato etico, un responsabile scientifico con accesso alla popolazione. Non è una parte che si possa costruire dall'esterno.